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dialogare con la rabbia

Dialogare con la rabbia

Arrabbiarsi è normale. È normale provare fastidio o insofferenza in certi momenti della nostra vita. È normale arrabbiarsi. La rabbia è un sentimento funzionale e necessario alla nostra sopravvivenza, perché trova le sue radici nella nostra capacità innata di difenderci. Imparare a dialogare con la rabbia ci può aiutare a mantenere il controllo in situazioni di difficoltà e a non comportarci in maniera disfunzionale.

Scaricare la rabbia non è sempre utile

Quand’è che la nostra rabbia non è più utile o diventa addirittura pericolosa per sé e per gli altri? Quando raggiunge un livello di intensità tale da sfuggire al nostro controllo. Non è la liberazione immediata e indisciplinata della rabbia che consente un riequilibrio. Come è vero che in molte di noi la rabbia trattenuta e/o rimossa ha provocato forme di somatizzazione e problematiche relazionali o esistenziali, è vero anche che l’espressione della rabbia senza la giusta rielaborazione dei vissuti sottostanti porta a un aumento delle difficoltà e a un maggior disagio interiore.

“Elaborare la rabbia” significa cercare delle strategie per riflettere sul proprio modo di valutare sé stesse, gli altri e gli eventi che accadono, in modo tale da comprendere i meccanismi e i pensieri che ci fanno arrabbiare in modo disfunzionale. Ci sono casi in cui è necessario attivare la rabbia per rispondere immediatamente e in modo anche aggressivo ad attacchi esterni, come nel caso di minacce o percosse, ma la maggior parte delle situazioni che ci creano rabbia dipendono dalla nostra valutazione dell’evento, così che rischiamo di confondere la rabbia con il senso di frustrazione dei nostri bisogni.

È importante anche precisare che farsi vedere alterate può diventare a volte un segnale utile per l’altro, soprattutto se siamo di fronte a una persona con cui abbiamo una relazione stretta e se impariamo a parlare in prima persona: “Mi arrabbio quando ti comporti così perché…” e non “Tu mi fai arrabbiare perché…”. Un aiuto, in queste situazioni, può venire dall’osservare quanto l’inibizione della rabbia rappresenti la paura di perdere l’altro o il timore del giudizio rispetto all’immagine che siamo solite dare di noi (per esempio, quella della “brava moglie”).

L’elaborazione della rabbia

Imparare a elaborare la rabbia è un esercizio quotidiano. Il primo passo è sicuramente quello di non negarsi la sensazione della rabbia, anche senza esprimerla in modi che non vorremmo. È infatti importante non dimenticare che la rabbia può diventare un problema sia quando viene agita sia quando viene negata.

Dopo questa fase di accettazione, o in concomitanza, si può cominciare a riflettere sul modo in cui valutiamo gli altri e noi stesse nel momento in cui proviamo rabbia. Chiediamoci se un’alternativa è possibile o meno. Possiamo chiederci se dietro la nostra rabbia non sia nascosta la paura di essere abbandonate, il bisogno di attenzioni e di amore o l’impotenza, e trovare, a partire da questa consapevolezza, una strada per dare spazio a questo vissuto interiore che permetta di soddisfare realmente i propri bisogni.

Un ulteriore elemento fondamentale da tenere in considerazione è che spesso, paradossalmente, le persone che più tendono alla collera o che sono più aggressive e violente, sono proprio quelle che hanno bassa autostima e considerazione di sé. Dare spazio alle proprie insicurezze, e così anche al proprio valore personale, può essere una via per allentare la presa su reazioni che non fanno altro che confermare un’idea negativa di noi stesse e che ci allontanano dagli altri.

Dialogare con la rabbia: esercizio pratico

Prova a dialogare con la tua rabbia cercando di essere totalmente onesta e aperta alla tua verità.

Completa la seguente frase:

  • Mi arrabbio quando…

Per esempio: …mi sento esclusa, svalutata, sopraffatta, umiliata, imbrogliata, delusa, non amata, sottomessa, imbarazzata, inadeguata, gli altri non corrispondono alle mie aspettative, gli altri violano i miei diritti, gli altri non mantengono le promesse ecc.

Successivamente rispondi alle seguenti domande:

  • Che cosa penso mentre sono arrabbiata?
  • Quale/i obiettivo/i raggiungo quando mi arrabbio, ovvero che cosa ottengo?
  • Il comportamento dell’altro non mi piace ma è sopportabile?
  • Le sue parole sottraggono valore alla mia persona?
  • Il suo comportamento mi offende o invece è un suo problema?
  • Che cosa posso fare per fronteggiare la situazione in modo costruttivo?

Rifletti sui pensieri che sono sottesi alle tue reazioni e poi trascrivi il ricordo della situazione conflittuale particolarmente intensa, provando in un secondo momento a metterti nei panni della persona verso cui hai provato rabbia per cercare di comprenderne le motivazioni.

Puoi condividere con me il risultato dell’esercizio o raccontarmi come vivi il rapporto con la rabbia nella tua vita. Potrò darti i miei feedback, chiarire i tuoi dubbi o fornirti delle indicazioni relative al tuo caso specifico. Scrivimi: lidiamartinelli.psico@gmail.com.

I tuoi dati saranno trattati secondo l’Informativa sulla Privacy riportata nel mio sito personale e il segreto professionale (Art.11 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani).

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Lidia Martinelli

La nostra paura non è quella di essere inadeguati, ma di essere potenti oltre misura. È la nostra luce, non la nostra ombra a spaventarci di più.