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Il lato oscuro del Super-Io

Il lato oscuro del Super-Io: come il giudizio ci allontana da noi stessi

Per Super-Io si intende la sede delle regole e delle indicazioni morali che regolano la condotta personale e il proprio sistema di ideali. Il Super-Io si forma infatti a partire dai divieti parentali o familiari e, quando diventa particolarmente rigido o disfunzionale, è l’istanza responsabile del senso di colpa o della vergogna. È un’istanza in parte conscia, in parte inconscia, che influenza in diversi modi in nostri istinti e le nostre pulsioni profonde e crea un sistema di automatismi che, se da una parte ci permette di adeguarci funzionalmente al contesto (il Super-Io ci è indispensabile per l’adattamento socialmente), dall’altra ci rende succubi di rigide regole non sempre funzionali, che ci separano dalla nostra vera natura profonda, dal nostro vero Sé. Questo è il lato oscuro del Super-Io.

Quando il Super-Io ci danneggia

La voce del “giudice interiore” guida la vita della gran parte di noi, coscientemente o incoscientemente, attraverso suggerimenti, opinioni, credenze, valutazioni, avvertimenti, consigli e ammonizioni rispetto a tutti gli aspetti del proprio comportamento e della propria vita. La sua funzione è quella di tenere salda la nostra struttura interna e ostacolarci nei cambiamenti:

  1. tenendoci lontani da situazioni che considera pericolose o che percepisce come difficili da gestire;
  2. dirigendoci verso quegli ideali che ritiene ci rendano persone accettabili e di successo;

L’auto-giudizio si costruisce sulla base di tutto il sapere accumulato che crediamo ci sia necessario per essere al sicuro, essere sostenuti, essere riconosciuti, avere successo e, soprattutto, essere amati. Il meccanismo più prossimo all’auto-giudizio è il paragone.

Il paragone, come il giudizio in generale, ci è utile per migliorare aspetti di noi stessi o del mondo intorno a noi, ma allo stesso tempo può diventare auto-distruttivo quando commenti o valutazioni costanti prendendo il posto della reale consapevolezza dell’esperienza vissuta nel momento.

Il “giudice interiore” infatti ha la capacità di sovrapporsi alla nostra reale intelligenza e percezione della realtà, imponendo una visione distorta di ciò che è significativo. I suoi criteri sono stati assimilati sulla base di ciò che abbiamo visto da altri, in particolare dai nostri genitori, e possono essere quindi contrari alla nostra volontà profonda o a chi sentiamo di essere davvero.

La perdita del valore personale: il lato oscuro del Super-Io

Giudizio, paragone e auto-condanna possono essere trasformati solo quando riusciamo a comprendere che il senso della propria identità, e delle possibilità di scelta che abbiamo di fronte, è determinato dalle esperienze passate e dalle proprie credenze. Il passaggio fondamentale che può realmente e profondamente modificare l’influenza del “giudice interiore” sulla nostra vita e sul livello di consapevolezza di noi stessi e della realtà che ci circonda, è percepire direttamente il nostro valore intrinseco come esseri viventi e unici, andando oltre la percezione, più o meno inconscia, di dover fare costantemente qualcosa per guadagnarsi il diritto di essere nel mondo e di essere amati.

Tentare di eliminare il giudice non è solo inutile ma anche dannoso. Non solo perché abbiamo bisogno della sua capacità discriminatoria per adattarci alla realtà che ci circonda, ma anche perché il giudizio si alimenta attraverso il conflitto e la non accettazione dei propri vissuti interiori. Paradossalmente, quindi, più tentiamo di lottare contro il nostro sistema di giudizi più alimentiamo il giudice che è dentro di noi.

La gente si chiede: “Qual è il senso della vita? Qual è il valore della vita?”. La risposta non si trova nelle parole. Se vedete voi stessi come valore, potete molto più facilmente lasciar dispiegare l’essenza, nella sua bellezza e maestosità, con le sue gioie e i suoi piaceri. Quando esperite il valore in voi stessi, scoprite che esso è la base di quella che viene chiamata essenza personale, che si trova dentro di noi, che è noi. Noi siamo fondati sul valore. – A.H. Almaas, “Il cuore del diamante. Elementi del Reale nell’Uomo”

La nostra vera vita sorge spontaneamente attraverso il contatto e la consapevolezza della nostra esistenza, seguendo la verità di chi siamo e di quello di cui abbiamo davvero bisogno in quel momento. Fino a che non compiamo questo passaggio continuerà ad avere per noi valore solo ciò che ci evita l’esperienza del dolore, oppure assume valore ciò che il Super-Io, approva, mentre si considera privo di valore ciò che il Super-Io non approva. Il giudizio di valore dipende così da motivazioni per lo più inconsce, dal momento che il Super-io stesso è, appunto, inconscio e funziona in maniera automatica. Portando a consapevolezza questo processo, possiamo accedere direttamente al nostro valore essenziale e assoluto, anche cambiando, e talvolta ribaltando, il nostro concetto personale di felicità e benessere.

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Lidia Martinelli

La nostra paura non è quella di essere inadeguati, ma di essere potenti oltre misura. È la nostra luce, non la nostra ombra a spaventarci di più.